lunedì 28 maggio 2012

il poster della Adbusters su Occupy Wall Street



Il 13 luglio 2011 questo poster della Adbusters apparve online per presentare la protesta di Occupy Wall Street. Vede la figura di una danzatrice sopra un toro di bronzo situato vicino a Wall Street. Dietro c’è un gruppo di persone pronte alla lotta immerse in un’atmosfera nebbiosa.

Vi è un forte contrasto tra la forma creata dalla danzatrice e quella del toro. La prima, infatti, sta in piedi su una sola gamba eseguendo un attitude indietro (posizione del balletto su di una gamba, con l’altra piegata a novanta gradi) con le braccia alla seconda (anche se in maniera imprecisa). Il suo sguardo è rivolto verso il basso e a sinistra, i suoi capelli sono compostamente pettinati e il suo abito senza maniche è attillato e corto. La posa suggerisce un senso di equilibrio e stabilità.

D’altro canto il toro è ritratto in modo molto dinamico, con le zampe anteriori in diagonale verso destra e la sua coda arricciata verso l’alto. Il toro fu creato nel 1989 dall’artista Arturo DiModica quale regalo di Natale alla città di New York per aver reagito alla crisi finaniziaria del 1987. Da allora è divenuto la mascotte di Wall Street.

Secondo Wray Cummings vi è un parallelismo interessante fra questa immagine e una degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ossia la Forza. Questa carta presenta la figura di una donna con le mani sulle fauci di un leone. Non è chiaro se le stia chiudendo o aprendo, ma il significato più comune della carta fa riferimento alla capacità umana di domare l’istinto. Il parallelismo è alquanto appropriato poiché, nel caso del poster della Adbusters, la danzatrice doma il toro in movimento attraverso la sua grazia e fermezza. È come se la proteste non violente potessero veramente fare la differenza in un mondo dominato dal potere economico. Ad oggi il movimento di Occupy Wall Street è divenuto quasi un motto popolare che è stato utilizzato in numerose proteste in varie parti del mondo. In Italia, per esempio, è stato di recente impeigato per promuovere una campagna contro la sperimentazione sugli animali (si veda qui).

Guardando questa imagine mi sono chiesta perché Adbusters abbia scelto una posa di danza classica e non, per dire, una di hip hop. Poi però forse il contrasto non sarebbe stato così forte. La danza classica è una tecnica basata su di una dura disciplina e rigore e nel poster viene utilizzata per esemplificare grazia e fermezza (Cummings considera la posa della danzatrice improbabile comunque) che sono anche le sue caratteristiche.

A proposito di questo, la danza classica è stata utilizzata in un altro tipo di messaggio visivo di attivismo, ossia sulla copertina del libro di Francesco Raparelli, La lunghezza dell’onda – Fine della sinistra e nuovi movimenti (2009), che analizza le proteste degli studenti italiani dell’Onda dal 2008 al 2009 quale nuovo agente politico in un paese dove il governo Berlusconi ha ripetutamente eroso i diritti degli studenti. La copertina è un mix interessante di danza classica e attivismo in quanto presenta il disegno a colori di una danzatrice mentre esegue pure lei un’attitude indietro. Se la posizione delle gambe è corretta, le braccia sfuggono alla grammatica del balletto poiché sono posizionate una tesa in basso e l’altra piegata in alto, con i pugni chiusi, gesti questi che eloquentemente esprimono forza e la voglia di combattere. Dietro repliche di questa figura annunciano un esercito di persone pronte alla lotta. L’effetto è rafforzato dal senso della prospettiva data dai raggi celesti che si diramano dall’angolo in basso a destra dell’immagine.

La versione in inglese di questo articolo è presente al seguente link.

28 maggio 2012

lezione spettacolo su Martha Graham (comunicato stampa)

Questo post è inizialmente apparso in un altro mio blog, qui il link.
 
 ADAM Accademia celebra il ventesimo anniversario della scomparsa di Martha Graham con una lezione spettacolo a mia cura, il 17 settembre 2011, a Civitanova Marche.

Martha Graham (1894-1991) è stata una delle figura più importanti del XX secolo, tanto da essere accostata a Picasso e Freud per la portata della sua rivoluzione nel campo della danza. La sua opera costituisce una tappa fondamentale nell’ambito della storia della danza contemporanea: come è stato più volte ribadito, tutti sono figli di Martha Graham, sia che ne abbiano proseguito il percorso creativo che ne abbiano rifiutato la visione coreografica, come è successo a Merce Cunnigham, che ha danzato nella sua compagnia per alcuni anni. Graham è stata una danzatrice straordinaria, una coreografa geniale e ha creato una tecnica di danza incentrata sul movimento del torso che ha scardinato la supremazia del balletto e l’idea che la danza potesse essere soprattutto intrattenimento. Se prima di lei Isadora Duncan e Ruth St. Denis avevano messo in discussione questi aspetti senza però proporre delle alternative durature e strutturalmente definite, Graham è riuscita a delineare un corpus creativo in grado di reggere il confronto con la ricca tradizione del balletto classico e con gli spettacoli di Broadway. Forse è per questo che nel 1959 George Balanchine, il celebre coreografo russo, padre del New York City Ballet, le chiese di collaborare con lui all’allestimento della coreografia Episodes. Molte personalità sono state sedotte dal carisma di Graham: Andy Warhol ha ricreato la sua immagine in celebri serigrafie, Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn hanno danzato alcune sue opere, Liza Minnelli ha recitato in una delle sue coreografie, Woody Allen e Madonna hanno studiato presso la sua scuola.

La lezione spettacolo dedicata a Graham è strutturata secondo tre filoni: quello della parola gestita da me in qualità di storica della danza, del movimento interpretato dalla danzatrice e coreografa Simona Ficosecco (Luna Dance Center) e del suono, miscelato da dj Nooz. Graham creò sempre delle splendide sinergie con i suoi collaboratori, sia che fossero compositori che scenografi o costumisti. L’idea è quella di creare un'inedita sinergia fra tre linguaggi differenti che di solito non sono accomunati fra loro per rendere omaggio al lavoro di Graham e per svelarne anche qualche neo.

[l'immagine riprende un mio schizzo ispirato a Lamentation di Graham, la grafica della cartolina è di Nooz.]

28 maggio 2012

mercoledì 2 maggio 2012

Martha Graham (Tu Style)

Ieri è uscito in edicola il nuovo numero di Tu Style, magazine della Mondandori che dedica la rubrica "diari impossibili" a Martha Graham in occasione della Giornata Internazionale della Danza, tenutasi il 29 aprile in tutto il mondo. La rubrica redatta da Ippolita Avalli, sembra elaborare la vita e visione artistica di Graham sotto forma di diario. Dunque vi sono delle trovate carine come il paragrafo di apertura che esalta l'utilizzo dei peidi scalzi fatto da Graham, "devo sentire il terreno. Ogni asperità, la minima scaglia, ogni minuscolo nodo del legno". L'uso della prima persona, inoltre, crea un'intensa empatia in chi legge e le foto scelte sono molto belle: quella grande iniziale mostra Graham mentre danza Errand into the Maze (1947), una delle sue coreografie più significative, le altre due foto più piccole mostrano una Graham anziana assieme a personaggi famosi quali Liza Minnelli e Michail Barysnikov.

Ma poi arrivano gli errori grossolani. Il primo è presente già nel titolo: "Al diavolo le punte. Il ballo è libertà". se è vero che Graham non utilizzò le scarpette da punta per le sue coreografie e anzi fondò una tecnica di danza alquanto differente dal balletto, è pure vero che questa scelta non fu una questione propriamente di libertà, ma di forma. Il titolo sembra creare una dicotomia fra la danza classica e la danza di Graham, laddove l'una è fatta di costrizioni, mentre l'altra di libertà assoluta. Dove per libertà forse si intende assenza di vincoli e di regole. Ciò non è affatto vero in quanto la tecnica Graham verte su regole precise di postura e di articolazione del corpo.

Altro errore riguarda la figura di Erick Hawkins, suo partner e marito per pochi anni. Dal testo emerge che Hawkins fu il musicista di Graham, "le tue mani corrono sulla tastiera, Erick", mentre fu suo partner sul palco. Il musicista che accompagnò Graham per tutta la prima parte della sua carriera (fino agli anni Quaranta circa) fu invece Louis Horst, che anzi contribuì fortemente alla sua formazione. Inoltre se Hawkins fu il grande amore di Graham, secondo Avalli egli fu praticamente il centro della sua intera esistenza, dato che il brano è una specie di monologo interiore a lui dedicato. Ciò detto di una personalità complessa e indipendente come Graham è piuttosto riduttivo.

2 maggio 2012

Messaggio di Sidi Larbi Cherkaoui (Giornata Internazionale della Danza)


Nel 1982 il Comitato Internazionale della Danza – C.I.D. dell’Istituto Internazionale del Teatro (ITI-UNESCO) ha istituito la Giornata Internazionale della Danza da celebrarsi il 29 aprile con eventi in tutto il mondo. Si è scelta questa data in quanto celebra la nascita di Jean-Georges Noverre (1727-1810),  che ha gettato le basi per lo sviluppo del balletto romantico. Ogni anno un coreografo di rilievo viene chiamato a dare un messaggio alla comunità internazionale. Quest’anno il messaggio è stato redatto dal coreografo fiammingo marocchino Sidi Larbi Cherkaoui. Qui (scorrere giù nell'articolo) il suo discorso tradotto in italiano.

È un messaggio importante e interessante per gli spunti che offre. Innanzi tutto egli mette in relazione la danza con il suo passato, nonostante essa sia un’arte radicata nel presente. Poi vi è un’esaltazione un po’ ‘danzocentrica’ di quest’arte, “la danza non ammette confini come le altre arti”. Questo è un gesto apprezzabile se visto secondo la prospettiva di reiterato svantaggio della danza rispetto ad altre arti come l’opera o la musica, specialmente in Italia, ma non è forse del tutto corretto. Forse il riferimento è alla danza contemporanea dove sì spesso i confini fra spazio e corpo vengono alterati, ma in altri stili e tecniche questo attraversamento non è sempre possibile.

Inoltre nel terzo paragrafo egli sottolinea l’onestà dell’atto del danzare. In questo senso sembra riflettere la celebre affermazione di Martha Graham “il movimento non mente mai”, affermazione discutibile in quanto anche col movimento si può mentire. Graham, e in misura minore Sidi Larbi Cherkaoui, accostano, in questo modo, l’arte della danza ad una peridolosa dimensione preverbale che la mette in relazione con la natura più che con la cultura e che rischia quindi di relegarla ad una dimensione essenzialista.

Detto questo, il messaggio è di forte impatto, soprattutto per quanto concerne la capacità del danzare come prezioso strumento di comunicazione e di connessione, che funziona particolarmente bene nel mondo in cui viviamo oggi, un mondo altamente interconnesso sia per quanto riguarda la realtà virtuale che per quella reale, “muovendosi come le altre persone, muovendosi con altre persone e guardandole muoversi, possiamo sentire al meglio le loro emozioni, entrare in contatto con i loro pensieri e connetterci alla loro energia. E‘ forse allora che riusciamo a conoscerle e capirle meglio”.

E nei paragrafi finali, il coreografo si spinge oltre definendo la danza come la “celebrazione di una co-esistenza, a un modo per dare e creare spazio e tempo gli uni per gli altri”, una sorta di potente condivisione che non può che augurare a tutti.

2 maggio 2012

le mie pubblicazioni (selezione)

LIBRI

Letter to the World: Martha Graham danza Emily Dickinson, Roma, Aracne, 2015.

SAGGI

"The Ancestress figure: Puritanism in Martha Graham's choreography", The European Journal of American Culture, Vol 33, issue 2, June 2014, pp. 131-145. 

"The p.s. (la studiosa precaria): Raccontare la precarietà della ricerca attraverso una striscia a fumetti", in Mappe della precarietà, vol II, Bologna, Odoya, pp. 191-210.

"Identità che s/ballano in rete: pratiche di interazione e collaborazione con il sito www.ballet-dance.com!, Atti del Convegno Scritture di donne fra letteratura e giornalismo, Società Italiana delle Letterate, pubblicato online qui.

“La seducción que danza: relación entre coreología y estudios de género en el mito de Carmen”, Atti del Convegno La disciplina coreologica in Europa: Problemi e Prospettive, a cura di Cecilia Nocilli e Alessandro Pontremoli, Roma, Aracne, 2010, pp. 105-120.

“Sulle tracce di Letter to the World: lo studio di una coreografia di Martha Graham fra ricostruzione e precarietà”, Atti del Convegno La danza fuori dalla scena – Cultura, media, educazione, a cura di Ornella Di Tondo, Alessandro Pontremoli, Francesco Stoppa, La Rivista Abruzzese, no. 81 (numero monografico), 2010, pp. 81-94.
““Is a Word Dead When it is Said?: Relationship between Text and Performance in Martha Graham’s Letter to the World”, in Expression in the Performing Arts, a cura di Inma Álvarez, Héctor J. Pérez e Francisca Pérez-Carreño, Cambridge, Cambridge Scholars Publishing, 2010, pp. 151-166.
“‘After Great Pain, A Formal feeling Comes’: Emily Dickinson’s Poetry and Figure in Martha Graham’s Letter to the World”, Atti del XIX convegno AISNA (Associazione Italiana di Studi Nord-Americani), USA: Identities, Cultures, and Politics in National, Transnational, and Global Perpsectives, a cura di Marina Camboni, Valerio Massimo De Angelis, Daniele Fiorentino, Tatiana Petrovich Njegosh, Macerata, Edizioni Università di Macerata, 2009, pp. 539-552.
“The p.s. (precarious scholar): using the concept of precarity as a creative tool”, Conversations Across the Field of Dance Studies – Dancing Economies, Society of Dance History Scholars Newsletter, vol XXIX, 2009, pp. 14-17.
“Danzare il cante jondo: ipotesi di contaminazione fra Martha Graham e il flamenco”, Atti delle giornate di studio in memoria di Giorgio Di Lecce, Corpi danzanti. Culture, tradizioni, identità, a cura di Ornella Di Tondo, Immacolata Giannuzzi, Sergio Torsello, Nardò, Besa, 2009, pp. 209-230.
“Bringing Carmen Back to Spain: Antonio Gades’s Flamenco Dance in Carlos Saura’s Choereofilm”, Dance Research, vol. 26, n. 2, Winter 2008, pp. 189-203.
Sappiano le mie parole di sangue e New Italian Epic”,
http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002794.html, 28 settembre 2008.

“Looking Back at Martha Graham’s Letter to the World: Its Genesis, Its Reception, Its Legacy”, in Looking Back/Moving Forward, SDHS (Society of Dance History Scholars) Conference Proceedings, 2008, pp. 52-57.

“Alberto Spadolini e la danza”, in Marco Travaglini (curato da), Bolero-Spadò: Alberto Spadolini, una vita di tutti i colori, Modigliana, Litografia Fabbri, 2007, pp. 118-126. Catalogo mostra, Sala Imperatori, Porto San Giorgio (Fermo), 10 agosto – 9 settembre 2007.
"Spadolini: danzatore primitivista o pittore di ballerine?”, pubblicato su www.albertospadolini.it, aprile 2007.
ARTICOLI

“Dead or Alive?: Martha Graham’s Legacy Twenty Years After she Passed Away”, <http://www.ballet-dance.com/201201/GrahamJan2012.html>, gennaio 2012.

 “Moving Fabric: Costumes and Movement in Tero Saarinen’s Dances”, http://www.ballet-dance.com/200911/articles/feature_tsaarinen_20091002_simonari.html, novembre 2009.
““New Italian Epic e gender: riflessioni sparse”, Leggere Donna, n. 140, maggio-giugno 2009, pp. 29-30, disponibile online al seguente indirizzo: http://www.carmillaonline.com/archives/Rosella_Simonari_New_Italian_Epic_e_gender.pdf

“Martha Graham atti di luce con Emily Dickinson”, Danza&Danza, n. 195, dicembre 2006, p. 18.

“In Search of Alberto Spadolini: the Incomplete Mosaic Behind an Extraordinary Life”,
http://www.ballet-dance.com/200608/articles/Spadolini20060700.html, agosto 2006.

“Dancing Carmen, Dancing Freedom: Antonio Gades’ Dance Adaptation in the Light of a Long and Enduring Genealogy”,
http://www.ballet-dance.com/200607/articles/Carmen200606.html , luglio 2006.

“Henri Oguike Dance Company: Open Rehearsal for Tiger Dancing, plus extracts from Front Line, Finale”, http://www.ballet-dance.com/200603/articles/Oguike20060127.html, marzo 2006.

“Tero Saarinen Company, Open Rehearsal: 'Borrowed Light'”,
http://www.ballet-dance.com/200410/articles/Saarinen20040728.html, ottobre 2004.

"Lilith, The Pioneering Woman, The Woman in White…Examples of 'Knowing Figures' in Martha Graham's Dances",
http://www.criticaldance.com/features/2003/mgdc_knowing_20030900.html, ottobre 2003.

"Lettera al mondo: Martha Graham danza Emily Dickinson", Leggere Donna, n. 93, luglio – agosto 2001, pp. 38-39.


RECENSIONI

“Nobody Knows and “I Lost Something on the Hill”: Fernando Suels Mendoza and Luna Dance Company”, http://www.ballet-dance.com/201105/Luna11Dec2011.html, dicembre 2011.

“Menhir Company: Nina e le nuvole (Nina and the clouds)”, http://www.ballet-dance.com/201105/Menhir21May2011.html, estate 2011.
“Anne Bogart and Martha Graham Hand in Hand Across America – SITI Company and Martha Graham Dance Company ‘American Document’”, http://ballet-dance.com/201011/articles/sitimgdc_american_20100611_simonari.html, novembre 2010.
“Fists Up and Moving. Dance is a Weapon – Martha Graham Dance Company”, http://ballet-dance.com/201010/articles/mgdc_joyce_20100609_simonari.html, ottobre 2010.
 “Martha Graham reinventata da Anne Bogart”, Danza&Danza, luglio – agosto 2010, p. 12.

“Venice Biennale ‘Degree Zero’ – International Colloquium of Contemporary Dance”, http://www.ballet-dance.com/200908/articles/venicebiennale_colloquium_20090626_simonari.html, estate 2009.
“Emio Greco / PC – Hell”, http://ballet-dance.com/200906/articles/greco_hell_20090505_simonari.html, giugno 2009.

"First Position: A century of Ballet Artists – book by Toba Singer”, http://www.ballet-dance.com/200811/articles/book_firstposition_20081000_simonari.html, novembre 2008.
“Painting the Stage Conference – Examining the interrelationship of painting and the performing arts”, http://www.ballet-dance.com/200711/articles/paintingthestage.html, novembre 2007.

“Alberto Spadolini Exhibition – Bolero-Spado': Una Vita Di Tutti I Colori”, http://www.ballet-dance.com/200710/articles/albertospadoliniexhibition.html, ottobre 2007.
“Waving good-bye to Manon - Alessandra Ferri's Final Season with ABT”,
http://www.ballet-dance.com/200707/articles/ABT20070611.html, luglio 2007.


“Il danzatore che dipingeva la danza”, Danza&Danza, 201, luglio – agosto 2007, p. 19.

“Putting it Down in Words: Dance Theatre Journal Writing on Performance Conference”, http://www.ballet-dance.com/200705/articles/DTJ20070331.html, maggio 2007.

“Errand into Graham’s Maze: The Martha Graham Dance Company in Italy”,
http://www.ballet-dance.com/200704/articles/MGDC20070216.html, aprile 2007.

“500 Years of Italian Dance: Treasures from the Cia Fornaroli Collection”,
http://www.ballet-dance.com/200703/articles/ItalianDance2006.html, marzo 2007.
“Compagnie Linga: When a Table is Centerstage”,
http://www.ballet-dance.com/200702/articles/Linga20061222.html, febbraio 2007.
“Homage to Milloss”, http://www.ballet-dance.com/200610/articles/Milloss20060610.html, ottobre 2006.

“Takao Kawaguchi’s D.D.D.: Dancing to the Rhythm of the Heart”,
http://www.ballet-dance.com/200608/articles/Kawaguchi20060609.html, agosto 2006.

“Enlightened by Death: Ismael Ivo’s Illuminata”,
http://www.ballet-dance.com/200608/articles/Ivo20060610.html, agosto 2006.


“What is There Under the Skin of the Dancing Body?: Underskin – Venice Biennale Dance Symposium”, http://www.ballet-dance.com/200607/articles/Underskin20060609.html,
luglio 2006.


“When Art Dances: The Dance of the Avant-Gardes Exhibition”,
http://www.ballet-dance.com/200606/articles/AvantGardes20060421.html, giugno 2006.
“Between Present and Future: Cullberg Ballet’s New Route”,
http://www.ballet-dance.com/200605/articles/Cullberg20060319.html, maggio 2006.
“Aterballetto: Mozart, Love and the ‘Colours’ of the South of Italy”,
http://www.ballet-dance.com/200604/articles/Aterballeto20060223.html, aprile 2006.
“Shen Wei Dance Arts’ Conntect Transfer: When Dance Paints Movement”,
http://www.ballet-dance.com/200602/articles/ShenWei20051126.html, febbraio 2006.


“Tero Saarinen Company: “Borrowed Light”, The Light of Community”,
http://www.ballet-dance.com/200508/articles/Saarinen20050409.html, agosto 2005.

“Henri Oguike Dance Company: The Energy Between Light and Sound”,
http://www.ballet-dance.com/200508/articles/HenriOguike20050712.html, agosto 2005.
“Tanya Khabarova - 'Reflection': Eve, evolution, and the journey into life”,
http://www.ballet-dance.com/200501/articles/Khabarova20041216.html, gennaio 2005.

“Yolande Snaith Theatre dance - 'Jardin Blanc': The white garden of movement”,
http://www.ballet-dance.com/200411/articles/Snaith20041025.html, novembre 2004.

“Tero Saarinen Company - ‘Westward Ho!’, ‘Wavelengths’, ‘Hunt’”, http://www.ballet-dance.com/200408/articles/Saarinen20040716.html, agosto 2004.

“Graham Pleasing and Political, Martha Graham Dance Company”, http://www.ballet-dance.com/200403/articles/Graham20040222.htm, marzo 2004.

“Satyric Festival Song, Martha Graham Dance Company”,
http://www.criticaldance.com/reviews/2003/MarthaGrahamDanceCo20031100.html, dicembre 2003

“Oh my Goddess!”, Micheal Clark Dance Company,
http://www.criticaldance.com/reviews/2003/Clark20031004s.html, novembre 2003.

INTERVISTE

“Pina Bausch and Beyond: Interview with Fernando Suels Mendoza”, http://www.ballet-dance.com/201201/MendozaJan2012.html, gennaio 2012.

“Ritmo di parola e gesto: intervista a Valeria Simone”, http://dancescriber.blogspot.com/2012/02/ritmo-di-parola-e-gesto.html, 22 maggio 2011.

“Albero, ecologia dell’anima: intervista a Elisa Latini”, http://dancescriber.blogspot.it/2011/07/albero-ecologia-dellanima.html, 31 maggio 2011.

"An Interview with Susan Sentler: Exploring Martha Graham’s “Primitive Mysteries””, http://www.ballet-dance.com/200612/articles/Sentler200609.html, dicembre 2006.

“Tero Saarinen: Dance that H(a)unts, Dance that Enchants”,
http://www.ballet-dance.com/200503/articles/TemoSaarinen20040724.html, marzo 2005.

"Visioni di/da donna tatuata: intervista a Betti Marenko",
http://www.donneinviaggio.it/articoli2.asp?id=96 (al momento non disponibile), ottobre 2004.

due cose su di me


Sono una storica della danza indipendente.

Sono anche una storica culturale (letteratura, cultura, studi di genere), un'insegnante di lingue (inglese, italiano, spagnolo), una traduttrice (principalmente dall'inglese all'italiano), una fumettista autodidatta, una blogger e un'attivista.
Rosella Simonari, foto M.T. De Roberto.
Sono stata docente a contratto del corso di “Danza e mimo” presso l’Università degli Studi di Macerata (2003-2007). Ne 2012 ho terminato un dottorato di ricerca presso la University of Essex, Inghilterra, con una tesi su Letter to the World di Martha Graham supervisionata da Marina Warner (www.marinawarner.com). Passo antecedente a questo è stato il conseguimento di un Master presso la stessa università, con uan tesi su due adattamenti in danza di Carmen.

Dopo aver conseguito la laurea in lingue presso l’Università di Macerata nel 1999 con Marina Camboni (http://docenti.unimc.it/docenti/marina-camboni), mi sono trasferita a Londra dove ho proseguito gli studi post lauream presso il centro di danza contemporanea Laban (ora TrinityLaban), seguendo il Dance Research Programme (2000) e insegnando italiano in scuole come il Croydon College e il CityLit. Nel luglio del 2002 sono tornata in Italia per motivi familiari e ho deciso di restare insegnando inglese e spagnolo come insegnante privata e supplente nelle scuole pubbliche. nonostante questo ho continuato a viaggiare spesso in Inghilterra per continuare a lavorare ai miei progetti di ricerca frequentando appunto il Master e il dottorato come studente part-time.  
Nel settembre 2003 ho seguito un corso avanzato in “Women’s Studies” presso la NOISE Summer School dell'Università di Utrecht, Olanda, capeggiato dalla filosofa Rosi Braidotti (www.rosibraidotti.com). Nel gennaio 2006 ho terminato un Master’s Degree presso la University of Essex, con una tesi sulla figura di Carmen nella danza. Nel 2006 ho iniziato una ricerca sul danzatore-pittore marchigiano Alberto Spadolini, ricerca che è tuttora in corso. 

Nel 2008 e 2009 ho partecipato con tre brevi saggi (si veda qui) al dibattito sulla New Italian Epic inaugurato dal saggio di Wu Ming 1. Nel settembre 2011 ho collaborato all’organizzazione del festival letterario LaTerrazza letteraria (edting della lettura-performance bilingue de The Good Lion di Ernest Hemingway e presentazione dei libri, in presenza degli autori, Ogni cosa al posto giusto di Alessandro Morbidelli e Almanacco dei giorni migliori di Fabio Rizzoli), a cura di Giuseppina Brunori, Librerie Labotto, Jesi (Ancona).

Ho presentato interventi a conferenze in Italia, Svezia, Olanda, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti e Spagna. Ho pubblicato saggi e articoli in inglese, italiano e spagnolo prevalentemente su Martha Graham, Carmen e Alberto Spadolini. Ho organizzato diversi eventi legati alla danza, come conferenze, laboratori, incontri e lezioni spettacolo. Mi avvalgo degli strumenti critici degli studi di genere e degli studi di storia culturale oltre che degli studi in danza. In particolare sono interessata al rapporto fra danza, cultura e letteratura.

Sono attualmente membro della Society for Dance Research (SDR, www.sdr-uk.org). Sono stata membro dell’AIRDanza (Associazione Italiana della Ricerca sulla Danza, www.airdanza.it), della SDHS (Society of Dance Hisotry Scholars) e della SIL (Società Italiana delle Letterate). Collaboro con la rivista Leggere Donna (www.tufani.net) e per undici anni (2001-2012) ho collaborato con il sito in inglese www.ballet-dance.com (2001-2011)
 
Roberto Lori nella lezione spettacolo di Simonari su Spadolini, foto M.T. De Roberto.
Faccio inoltre parte di un collettivo che si adopera per la piena applicazione della legge 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza.

Oltre a questo, gestisco altri quattro blog:
www.adancehistory.blogspot.com
E’ in inglese ed esiste dal 2012. E' una specie di alter ego del presente blog, ma non vi inserirò sempre e solamente le traduzioni che appaiono qui.

E’ in inglese e italiano ed esiste da agosto 2008. Vi sperimento nuovi modi di comunicare la scrittura sulla danza oltre che riflettere sul mio percorso di ricerca. Col tempo vi ho inserito anche altri argomenti non direttamente collegati alla danza ma pur sempre rilevanti per i miei studi.
 
Esiste dal gennaio 2014 e si occupa di un nuovo metodo che sto sviluppando per insegnare la lingua inglese attraverso le grandi storie della letteratura e non solo. 

E’ in inglese e italiano ed esiste dall’estate 2009. E’ nato da una costola di dancescriber.blogspot.com ed è dedicato alla striscia da me creata sulla ‘p.s.’, ossia la studiosa precaria. È il frutto ironico di uno studio che sto conducendo sul concetto di precarietà in relazione all’ambiente accademico e non solo.

Potete trovarmi anche su:
LinkedIn
Academia

(Aggiornato il 10 gennaio 2015)
 

martedì 1 maggio 2012

L'arte della danza (Duncan)




I danzatori vengono spesso ricordati per il loro talento sul palco, quasi mai per i loro scritti. Eppure molti, moltissimi danzatori, maestri di ballo e coreografi hanno scritto nel corso dei secoli e i loro scritti hanno contribuito a fare della danza l’arte che è oggi. Basti pensare ai trattati dei maestri di ballo del Rinascimento italiano che hanno posto le basi per lo sviluppo della danza in Francia o le celebri Lettere sulla danza di Jean Jacques Noverre, che ha dato il via alla rivoluzione operata dal balletto romantico. Gli scritti di Isadora Duncan (1878-1927) contenuti in questo prezioso libro non fanno eccezione e costituiscono una pietra miliare per lo sviluppo della modern dance, in quanto presentano le sue teorie rivoluzionarie sul corpo in movimento, sul senso del danzare, sulla donna che danza.

In un contesto culturale come quello europeo e nordamericano in cui prevalevano soprattutto forme di spettacolo commerciali come i vaudeville e il balletto viveva una stagione di decadenza, Duncan propone un concetto di danza quasi religioso, danzando da sola a piedi scalzi e indossando morbide tuniche ispirate alla Grecia classica. A questo proposito scrive: “Una volta una donna mi chiese perché danzo a piedi nudi ed io le dissi: ‘Signora, io credo nella religione della bellezza del piede umano’. La donna replicò: ‘ Io non ci credo’. Ed io: ‘Eppure lei dovrebbe, perché le potenzialità espressive e la sensibilità del piede sono fra i traguardi più alti dell’evoluzione umana’.” Il corpo secondo Duncan è da adorare e celebrare in ogni sua parte.

L’arte della danza raccoglie articoli inediti o pubblicati in varie riviste e discorsi fatti in pubblico. Il più importante fra questi è certamente “La danza del futuro”, che contiene le linee guida della sua coreosofia, come il mondo idealizzato della Grecia classica, l’aspra critica al balletto e l’esaltazione della figura femminile.

Come già sottolineato, Duncan accosta la danza ad un’espressione rituale e utilizza il mito della Grecia classica per dare maggiore rilievo al suo pensiero. Patrizia Veroli nell’introduzione nota come l’antica Grecia da tempo offrisse, “sia in Europa che negli Stati Uniti, il paradigma di una cultura e di una politica pienamente civile”. E costituiva un mondo mitico al quale rivolgersi per costruire delle alternative forse anche nostalgiche al presente di una società industrializzata che quel mondo aveva spazzato via. Duncan scrive: “Se ricerchiamo la vera origine della danza, se ci rivolgiamo alla natura, ci rendiamo conto che la danza del futuro è la danza del passato, la danza dell’eterno scorrere del tempo (…),” e ancora parlando del Partenone traccia l’evoluzione delle sue teorie,

Per molti giorni non sentii nessun movimento dentro di me. Poi, un giorno, si fece strada un pensiero: queste colonne che appaiono così dritte ed immobili non sono veramente dritte, ognuna di loro curva lievemente dalla base verso l’alto con un movimento fluido, inarrestabile, ed il movimento di ciascuna è in armonia con le altre. Non appena ebbi questa visione, le mie braccia si alzarono lentamente verso il Tempio e mi inchinai: subito capii che avevo trovato la mia danza, ed era una Preghiera.

L’arte della danza è un testo da leggere e rileggere per la prosa appassionata della danzatrice, per la ricca introduzione di Patrizia Veroli, l’apparato documentario dedicato alla tournée italiana della danzatrice del 1913 commentato da Eleonora Barbara Nomellini e per la sezione iconografica che riporta per la prima volta i disegni che l’artista Plinio Nomellini fece di Duncan proprio nel 1913.

1 maggio 2012