venerdì 7 dicembre 2012

Corso di storia della danza a Corridonia (Macerata)

Storia della danza 
Rosella Simonari 

La storia della danza indaga il passato di quest’arte così evanescente per capirne il presente e contribuire a svilupparne il futuro. Essa include lo studio della danza sociale e teatrale. In quest’ultima, con particolare riferimento all’Occidente, la danza diviene evento rappresentato davanti ad un pubblico. Vi sono però altri tipi di danza, sviluppatisi al di fuori dei circuiti tradizionali, nati come espressione di un disagio profondo (tarantismo), di culture ai margini (flamenco), di forme rituali (bharata natyam) o di rivolta verso le convenzioni (butoh).

Il corso, che si terrà presso la scuola di danza Talent's Dance di Corridonia, è volto a tracciare un breve panorama della storia della danza teatrale occidentale, con incursioni, in forma di pillole informative, da parte di altri tipi di danza.

Si snoda in quattro lezioni, suddivise come segue:

1) 13 gennaio 2013
Danza rinascimentale e barocca;
Pillola: tarantismo.

2) 10 febbraio 2013
Balletto romantico e Balletti Russi;
Pillola: flamenco.

3) 10 marzo 2013
'Modern dance' nordamericana e tedesca;
Pillola: bharata natyam.

4) 14 aprile 2013
Danza contemporanea e teatro danza;
Pillola: butoh.

DOVE: Scuola di danza Talent's Dance, Via dell'industria 303, Zona Ind.le Corridonia (Macerata)

ORE: 15 - 16.30 

COSTO: 8 euro ad incontro


7 dicembre 2012

domenica 28 ottobre 2012

Dalla tela al palco - Vita, pittura e danza di Alberto Spadolini


A quarant'anni dalla scomparsa, la Pinacoteca Civica celebra l'artista marchigiano con un evento a cura di Rosella Simonari.

Alberto Spadolini (1907-1972) è una figura complessa del Novecento, un uomo che ha saputo attraversare con maestria e originalità principalmente due forme d’arte, la pittura e la danza. Formatosi a Roma negli anni Venti presso il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia, Spado’, come veniva chiamato dagli amici, si sposta a Parigi all’inizio degli anni Trenta trovando lavoro presso lo studio di Paul Colin. Secondo la leggenda, un giorno, durante la decorazione di una sala da ballo, inizia a danzare e viene ingaggiato da un impresario come danzatore. Da quel momento si afferma come star del music hall ballando anche assieme a Josephine Baker, la celebre Venere nera. Negli anni Quaranta riprende il pennello in mano per dipingere tutta una serie di quadri dedicati alla danza classica, sviluppando uno stile che presenta influenze avanguardiastiche come quella futurista.

L’evento si aprirà con una lezione spettacolo ideata dalla storica della danza Rosella Simonari, in collaborazione con il danzatore Roberto Lori e dj [Nooz]; seguiranno poi due interviste che Simonari farà a Marco Travaglini, nipote dell’artista e fautore della sua riscoperta e a Massimo Ippoliti, scultore jesino che ha collaborato all'allestimento della mostra che la città di Ancona ha dedicato a Spadolini la scorsa estate.

DOVE: Pinacoteca Civica, Palazzo Pianetti, Via XV Settembre 10, Jesi (Ancona)

QUANDO: 10 novembre 2012, ore 18.00

INFO: 0731-538342/343

Grafica volantino a cura di [Nooz].

28 ottobre 2012 

Del danzare camminando


Il 20 ottobre 2012 si è tenuta a Ruvo di Puglia la prima di una serie di conferenze ispirate all'affresco delle Danzatrici ritrovato a Ruvo nel 1833, organizzate da Giulio De Leo della Compagnia Menhir. Il titolo dell'evento era "Ritualità danzante", qui maggiori informazioni. Io ho presentato un intervento intitolato "Del danzare camminando" che, prendendo le mosse dall'affresco stesso, ha esplorato l'atto del camminare come movimento danzante di grado zero nel contesto di alcune forme di ritualità come le processioni religiose e il tango.

28 ottobre 2012

Carmen e la danza (foto)


A questo link trovate le foto della lezione spettacolo "Carmen e la danza", tenutasi lo scorso 14 luglio a Macerata. Le foto, comrpesa questa qui sopra, sono di Michele Piccinini.

28 ottobre 2012

venerdì 28 settembre 2012

Il poeta racconta la danza. La danzatrice racconta il poeta





Incontro ideato da Maria Cristina Esposito, in collaborazione con Rosella Simonari, dedicato al rapporto fra Letteratura e Danza. Parte del festival Volta la Carta, Libri e non solo a L'Aquila:
Il poeta racconta la danza. La danzatrice racconta il poeta
“Il secondo mestiere del poeta. Eugenio Montale racconta la danza”
Maria Cristina Esposito
Eugenio Montale iniziò a collaborare con il Corriere della Sera nel 1946 divenendo due anni dopo redattore della pagina letteraria, incarico al quale si aggiunse nel ’54 quello di critico musicale per il Corriere dell’Informazione mantenuto fino al ’67. Montale potè vantare competenze specifiche in campo musicale: aveva infatti studiato canto col baritono Ernesto Sivori. A questa affiancò la predilezione per il balletto classico, in virtù dell’adesione ad un modello di purezza formale. Ma invano cercheremmo nelle prose artistiche e musicali di Montale lo spunto per una riflessione di ordine critico o teorico sui linguaggi e gli stili della danza, che il poeta sostanzialmente non conosce. Atteggiamento, questo, che non si discosta da una certa cultura musicale tipica dell’epoca, che a fatica riconosceva le possibilità espressive e drammatiche dei linguaggi della danza nella loro assolutezza e nella loro autonomia. Del resto, se Montale non era solo all’epoca nel mancare di conoscenze adeguate a comprendere e valutare la danza teatrale, va tuttavia colta la lucidità intellettuale con la quale si definiva un “onesto ignorante”, prestato alla critica e al giornalismo nella consapevolezza della impossibilità che “i poeti possano mettere la pentola al fuoco senza perdere gli anni migliori in un altro mestiere”. 
Letter to the World. Martha Graham racconta Emily Dickinson”   
Rosella Simonari  
Nel 1940-41 la coreografa nordamericana Martha Graham ideò Letter to the World (lettera al mondo), un’opera dedicata alla poesia di Emily Dickinson, figura di primo piano nel panorama letterario nordamericano. In particolare, decise di indagare quello che ella stessa definiva il “paesaggio interiore” della poeta, ossia l’inconscio alle prese col fare poesia. Graham selezionò una serie di versi e frasi dalle poesie e lettere dickinsoniane per farle recitare in scena da un personaggio ad hoc, Colei Che Parla. A fianco di questo personaggio inserì la protagonista danzante dell’opera, Colei Che Danza che interpretava l’animo creativo della poeta. Gli altri personaggi non rappresentavano figure reali ma emanazioni della personalità di Dickinson, come L’Antenata, che interpretava la tradizione puritana e la morte e L’Innamorato, che incarnava l’idea dell’amore e il rapporto fra la poeta e il mondo. I versi dickinsoniani scandivano le frasi coreografiche e collegavano con eleganza le cinque sezioni in cui è divisa l’opera. Letter to the World fornisce una chiave interpretativa di Dickinson intensa e raffinata, soprattutto se si pensa che in quel periodo gli studi critici su di lei erano agli albori.


DOVE: Piazza Grande, L'Aquila

QUANDO: 3 ottobre 2012, ore 17.15

INFO: tel e fax 0862.404140 / 340.4949755. Email: info@laquilavoltalacarta.it


28 settembre 2012

martedì 18 settembre 2012

Sul salto - Visioni di (p)arte


Dal 20 al 30 settembre 2012 la città di Bari sarà investita dalla settima edizione di Visioni di PArte, il festival internazionale di danza contemporanea e arti performative (qui il sito). Un festival “la cui identità si basa su una qualità ed originalità di progetti e spettacoli (…) lontano dai circuiti ufficiali”. Vi saranno quindi performance all’interno di spazi urbani come a teatro, workshop e mostre fotografiche oltre che una lezione di teoria della danza. Insomma un ricco programma la cui vitalità è perfettamente espressa dal movimento simbolo del festival, il salto, l’atto del saltare, che figura nella colorata locandina come pure in una campagna promozionale lanciata su facebook.


Vorrei prendere spunto da questo movimento per avviare una breve riflessione sul salto. Un salto può essere fatto a piedi uniti o partendo con un piede per atterrare con l’altro o anche partendo con un piede e ricadendo sempre con lo stesso piede.
Nel linguaggio della danza vi sono moltissimi tipi di salto che variano a seconda dello stile e della tecnica utilizzati. Nella danza irlandese la dinamica di movimento è pressoché data dal saltare assieme ad una ritmata articolazione dei piedi (qui un esempio tratto dal celebre spettacolo Riverdance). Nella tecnica Graham il saltare è spesso ancorato al senso di gravità come accade al Bison jump (salto del bisonte) dove il viso del danzatore è rivolto verso il basso e il torso è pressoché orizzontale rispetto al pavimento e in contrazione (termine specifico della tecnica Graham che fa riferimento al movimento del ripiegarsi su se stesso del torso) (qui un'immagine) o il March jump (salto di marzo), che prevede il torso in posizione perpendicolare al pavimento e le gambe entrambe leggermente piegate, una avanti e l’altra indietro (qui un’immagine). Venne chiamato così in quanto fu eseguito per la prima volta dal personaggio di Marzo (interpretato da Merce Cunningham) nella coreografia Letter to the World del 1940-41. Nella danza classica vi sono salti gloriosi fatti di precisione ed eleganza come il grand jeté, che consiste in una spaccata in aria con spinta in avanti, (qui un esempio).

Rudolf Laban, nella sua analisi del movimento, stabilì tre livelli principali: basso, per i movimenti a terra, medio per quelli stando in piedi e alto per i movimenti in relevé e per i salti. Nel salto il corpo si stacca momentaneamente da terra per entrare in una dimensione di sospensione. A questo proposito viene in mente l’eccezionale capacità di elevazione di Rudolf Nureyev che faceva restare il pubblico col fiato sospeso per la sua capacità di ‘restare’ per aria (qui un’immagine).

Il salto è forse il residuo ultimo e liminale dell’eterna aspirazione che l’essere umano ha per il volo. Icaro, grazie all’abilità del padre Dedalo che gli costruì delle ali, riuscì a prolungare la dimensione di sospensione di cui sopra, ma solo fino a quando per imprudenza si avvicinò troppo al sole, provocando lo scioglimento della cera che teneva insieme le piume delle sue ali e cadendo precipitosamente verso la morte.

L’atto del saltare è comunque di solito collegato, come ben sottolinea il motto di Visioni di (p)arte, “dacci un salto”, alla gioia, alla spensieratezza (da cui l’espressione “fare i salti di gioia”). E la campagna promossa dal festival su facebook propone soprattutto salti di gioia: dal salto di un gatto in una busta a quello goffo di Bart Simpson, da quello di tanti pesciolini rossi a quello dei Beatles. Il salto diviene quindi mantra cinetico per scacciare i pensieri cattivi, per esorcizzare la precarietà che tanto perseguita l’arte e la cultura e soprattutto per vivere la realtà che ci circonda con energia ed un pizzico di ilarità! 


18 settembre 2012

lunedì 10 settembre 2012

Spadolini, danzatore primitivista


Spadolini, danzatore primitivista
Rosella Simonari
Conferenza nell’ambito della mostra
SPADO’ – L’ARTISTA ECLETTICO CHE INCANTÒ L’EUROPA

Alberto Spadolini (1907-1972) è stato un artista prolifico e versatile che si è cimentato, nel corso della sua vita, con la pittura, la danza, la regia e molto altro. Dopo aver studiato a Roma come pittore negli anni Venti, si sposta a Parigi dove inizialmente trova lavoro presso lo studio dell’illustratore Paul Colin. Diviene danzatore quasi per caso e si impone sulle scene dei music-hall parigini con danze di stampo primitivista, ossia ispirate a quel gusto per l’esotico e il ‘primitivo’ che tanto aveva influenzato il panorama artistico del primo Novecento, con artisti come Pablo Picasso e fotografi come Man Ray. La conferenza è dedicata all’analisi di questo aspetto dell’artista marchigiano in relazione con altre figure rilevanti dell’epoca, come Josephine Baker e Vaslav Nijinsky.

QUANDO: 16 settembre 2012, ore 18.00
DOVE: Aula Didattica - Corte Mole Vanvitelliana, Ancona
INFO: Biglietteria Mole 0712225031

10 settembre 2012

venerdì 27 luglio 2012

Conversazioni in giardino 2012. Arte e Danza



CONVERSAZIONI IN GIARDINO 2012
Arte e danza. Conferenze di Storia dell’arte a cura di Rosella Simonari, in collaborazione con la Pinacoteca Civica e Galleria di Arte Contemporanea di Jesi (Ancona)

Il rapporto fra arte e danza è complesso e articolato. La danza è per definizione un’espressione transitoria del corpo e l’arte ha spesso, nel passato, rappresentato un residuo documentale di quello che la danza è stata. In altri casi, ha interagito con la danza in modi inusuali e a volte rivoluzionari. Le conversazioni sono state pensate per approfondire tre esempi significativi del rapporto fra questi due campi, seguendo un filone cronologico che parte dall’Ottocento per arrivare fino a dopo la metà del Novecento.
Nell’Ottocento nasce il balletto romantico e il pittore Edgar Degas (1834-1917) dedica un cospicuo numero di dipinti volti a tracciare su tela il senso del movimento delle ballerine, ritratte sul palco, a lezione, mentre si preparano per entrare in scena o si riposano.
I primi decenni del Novecento vedono poi esplodere una straordinaria collaborazione fra artisti, coreografi e danzatori all’interno delle avanguardie artistiche come il surrealismo e il futurismo. In particolare, il futurismo, puntando sul movimento e la velocità come paradigmi della sua estetica, produce un’interessante riflessione sulla danza, con un manifesto redatto appositamente, delle performance in collaborazione con la danzatrice Giannina Censi (1913-1995) e un dibattito acceso con la danzatrice, coreografa e scrittrice Valentine de Saint-Point (1875-1953).
Verso la metà del Novecento, negli Stati Uniti, il rapporto fra danza e arte si rivela secondo dettami diversi, ma altrettanto complessi con la collaborazione fra la danzatrice e coreografa Martha Graham (1894-1991) e lo scultore Isamu Noguchi (1904-1988). L’arte non è più solo la creazione di un costume ricco di orpelli o il dipinto di uno sfondo evocativo, bensì diviene parte integrante della partitura coreografica con delle sculture con le quali il danzatore si relaziona in modo attivo.

QUANDO
Mercoledì 1 agosto, ore 21.30 – Le ballerine di Edgar Degas.
Mercoledì 8 agosto, ore 21.30 – Il futurismo e la danza.
Mercoledì 22 agosto, ore 21.30 – Danza e scultura. L’esempio di Martha Graham e Isamu Noguchi.

DOVE
Studio per le Arti della Stampa, Jesi (Ancona)

INFO
Ufficio Turismo 0731538420

27 luglio 2012

giovedì 26 luglio 2012

Duncan - Graham. Voci femminili nella danza del Novecento a Macerata



Isadora Duncan (1878-1927) e Martha Graham (1894-1991) sono due danzatrici e coreografe nordamericane fondamentali nella storia della danza e della cultura occidentale. Hanno influenzato e affascinato artisti, intellettuali, cantanti, e attori del calibro di Auguste Rodin, Andy Warhol, Edward Gordon Craig, Liza Minnelli, Gregory Peck e Woody Allen.
La prima è divenuta famosa per aver danzato a piedi nudi indossando tuniche ispirate alla Grecia classica, mentre la seconda si è imposta per il suo stile di forte impatto drammatico incentrato sul movimento del torso. Se la prima ha gettato le basi per quella che è stata definita una ‘rivoluzione copernicana’ proponendo un concetto di danza alternativo al balletto e promuovendo uno stile fatto di movimenti fluidi e ‘naturali’, la seconda ha raccolto l’eredità lasciatale per plasmare una tecnica di danza innovativa e un numero cospicuo di coreografie molte delle quali ritenute dei capolavori. Entrambe furono donne carismatiche e indipendenti, entrambe coltivarono l’idea che la danza non dovesse essere esclusivamente un’arte di intrattenimento, ma anche un modo per riflettere sul mondo, sulla figura femminile e sulle dinamiche dell’animo umano.

La lezione, ideata dalla storica della danza Rosella Simonari, intende celebrare queste due figure mettendo a confronto brani tratti dai loro scritti, brani che saranno letti da Maria Chiara Teodori, accompagnati musicalmente da Alessandro Fiordelmondo e commentati da Simonari stessa.


Quando: 2 agosto 2012, ore 22.00

Dove: Il Pozzo, Macerata
Info: 0733232360

Evento parte del Pozzo Pensiero, in collaborazione con ADAM Accademia

Questa lezione spettacolo è stata presentata per la prima volta a Jesi (Ancona), presso la Libreria Labotto, l'8 marzo 2012, qui il link al comunicato stampa, qui alcune foto e qui altre foto dell'evento.

26 luglio 2012

mercoledì 25 luglio 2012

Lezione spettacolo su Martha Graham (foto)

Qui di seguito tre foto della lezione spettacolo su Martha Graham, fatta il 17 settembre 2011. Qui il comunicato stampa. Altre foto si possono trovare a questo link.




25 luglio 2012

venerdì 29 giugno 2012

Carmen e la danza a Macerata


La storia di Carmen è inesorabilmente legata al mondo della danza. Carmen infatti è una gitana esperta nel danzare e sedurre attraverso il suo corpo. Sin dalla novella di Prosper Mérimée (1845), che ha dato vita al mito, il fascino di Carmen risiede nel suo sapersi muovere e danzare. Nell’opera di Georges Bizet (1875) la mezzo-soprano che interpreta Carmen è chiamata a danzare all’inizio del secondo atto. Da allora la sua figura ha oltrepassato i confini della letteratura e dell’opera per approdare nel mondo del cinema e della danza. In particolare nella storia della danza coreografi del calibro di Roland Petit, Antonio Gades e Mats Ek si sono cimentati con il mito della gitana spagnola, ognuno fornendo la propria interpretazione, deformando e reinventando il mito. Il rapporto con la danza è poi a doppio taglio in quanto facile preda di una visione stereotipata che tende a reificare il corpo femminile riducendolo a oggetto di piacere.

La lezione spettacolo si propone di sondare il rapporto fra il mito di Carmen e la danza nella novella, nell’opera e nelle sopramenzionate coreografie con una riflessione finale sulla relazione fra donna danza e corpo. È stata pensata per far interagire tre linguaggi nello stesso spazio e tempo: la parola, gestita dalla storica della danza Rosella Simonari, il corpo in movimento, danzato dalla danzatrice di flamenco Michela Fossà e il suono miscelato da dj [Nooz].

Quando: 14 luglio 2012, ore 22.00
Dove: Il Pozzo, Macerata
Info: 0733232360

Evento parte del Pozzo Pensiero promosso da ADAM Accademia.
 
29 giugno 2012

lunedì 28 maggio 2012

il poster della Adbusters su Occupy Wall Street



Il 13 luglio 2011 questo poster della Adbusters apparve online per presentare la protesta di Occupy Wall Street. Vede la figura di una danzatrice sopra un toro di bronzo situato vicino a Wall Street. Dietro c’è un gruppo di persone pronte alla lotta immerse in un’atmosfera nebbiosa.

Vi è un forte contrasto tra la forma creata dalla danzatrice e quella del toro. La prima, infatti, sta in piedi su una sola gamba eseguendo un attitude indietro (posizione del balletto su di una gamba, con l’altra piegata a novanta gradi) con le braccia alla seconda (anche se in maniera imprecisa). Il suo sguardo è rivolto verso il basso e a sinistra, i suoi capelli sono compostamente pettinati e il suo abito senza maniche è attillato e corto. La posa suggerisce un senso di equilibrio e stabilità.

D’altro canto il toro è ritratto in modo molto dinamico, con le zampe anteriori in diagonale verso destra e la sua coda arricciata verso l’alto. Il toro fu creato nel 1989 dall’artista Arturo DiModica quale regalo di Natale alla città di New York per aver reagito alla crisi finaniziaria del 1987. Da allora è divenuto la mascotte di Wall Street.

Secondo Wray Cummings vi è un parallelismo interessante fra questa immagine e una degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ossia la Forza. Questa carta presenta la figura di una donna con le mani sulle fauci di un leone. Non è chiaro se le stia chiudendo o aprendo, ma il significato più comune della carta fa riferimento alla capacità umana di domare l’istinto. Il parallelismo è alquanto appropriato poiché, nel caso del poster della Adbusters, la danzatrice doma il toro in movimento attraverso la sua grazia e fermezza. È come se la proteste non violente potessero veramente fare la differenza in un mondo dominato dal potere economico. Ad oggi il movimento di Occupy Wall Street è divenuto quasi un motto popolare che è stato utilizzato in numerose proteste in varie parti del mondo. In Italia, per esempio, è stato di recente impeigato per promuovere una campagna contro la sperimentazione sugli animali (si veda qui).

Guardando questa imagine mi sono chiesta perché Adbusters abbia scelto una posa di danza classica e non, per dire, una di hip hop. Poi però forse il contrasto non sarebbe stato così forte. La danza classica è una tecnica basata su di una dura disciplina e rigore e nel poster viene utilizzata per esemplificare grazia e fermezza (Cummings considera la posa della danzatrice improbabile comunque) che sono anche le sue caratteristiche.

A proposito di questo, la danza classica è stata utilizzata in un altro tipo di messaggio visivo di attivismo, ossia sulla copertina del libro di Francesco Raparelli, La lunghezza dell’onda – Fine della sinistra e nuovi movimenti (2009), che analizza le proteste degli studenti italiani dell’Onda dal 2008 al 2009 quale nuovo agente politico in un paese dove il governo Berlusconi ha ripetutamente eroso i diritti degli studenti. La copertina è un mix interessante di danza classica e attivismo in quanto presenta il disegno a colori di una danzatrice mentre esegue pure lei un’attitude indietro. Se la posizione delle gambe è corretta, le braccia sfuggono alla grammatica del balletto poiché sono posizionate una tesa in basso e l’altra piegata in alto, con i pugni chiusi, gesti questi che eloquentemente esprimono forza e la voglia di combattere. Dietro repliche di questa figura annunciano un esercito di persone pronte alla lotta. L’effetto è rafforzato dal senso della prospettiva data dai raggi celesti che si diramano dall’angolo in basso a destra dell’immagine.

La versione in inglese di questo articolo è presente al seguente link.

28 maggio 2012

lezione spettacolo su Martha Graham (comunicato stampa)

Questo post è inizialmente apparso in un altro mio blog, qui il link.
 
 ADAM Accademia celebra il ventesimo anniversario della scomparsa di Martha Graham con una lezione spettacolo a mia cura, il 17 settembre 2011, a Civitanova Marche.

Martha Graham (1894-1991) è stata una delle figura più importanti del XX secolo, tanto da essere accostata a Picasso e Freud per la portata della sua rivoluzione nel campo della danza. La sua opera costituisce una tappa fondamentale nell’ambito della storia della danza contemporanea: come è stato più volte ribadito, tutti sono figli di Martha Graham, sia che ne abbiano proseguito il percorso creativo che ne abbiano rifiutato la visione coreografica, come è successo a Merce Cunnigham, che ha danzato nella sua compagnia per alcuni anni. Graham è stata una danzatrice straordinaria, una coreografa geniale e ha creato una tecnica di danza incentrata sul movimento del torso che ha scardinato la supremazia del balletto e l’idea che la danza potesse essere soprattutto intrattenimento. Se prima di lei Isadora Duncan e Ruth St. Denis avevano messo in discussione questi aspetti senza però proporre delle alternative durature e strutturalmente definite, Graham è riuscita a delineare un corpus creativo in grado di reggere il confronto con la ricca tradizione del balletto classico e con gli spettacoli di Broadway. Forse è per questo che nel 1959 George Balanchine, il celebre coreografo russo, padre del New York City Ballet, le chiese di collaborare con lui all’allestimento della coreografia Episodes. Molte personalità sono state sedotte dal carisma di Graham: Andy Warhol ha ricreato la sua immagine in celebri serigrafie, Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn hanno danzato alcune sue opere, Liza Minnelli ha recitato in una delle sue coreografie, Woody Allen e Madonna hanno studiato presso la sua scuola.

La lezione spettacolo dedicata a Graham è strutturata secondo tre filoni: quello della parola gestita da me in qualità di storica della danza, del movimento interpretato dalla danzatrice e coreografa Simona Ficosecco (Luna Dance Center) e del suono, miscelato da dj Nooz. Graham creò sempre delle splendide sinergie con i suoi collaboratori, sia che fossero compositori che scenografi o costumisti. L’idea è quella di creare un'inedita sinergia fra tre linguaggi differenti che di solito non sono accomunati fra loro per rendere omaggio al lavoro di Graham e per svelarne anche qualche neo.

[l'immagine riprende un mio schizzo ispirato a Lamentation di Graham, la grafica della cartolina è di Nooz.]

28 maggio 2012

mercoledì 2 maggio 2012

Martha Graham (Tu Style)

Ieri è uscito in edicola il nuovo numero di Tu Style, magazine della Mondandori che dedica la rubrica "diari impossibili" a Martha Graham in occasione della Giornata Internazionale della Danza, tenutasi il 29 aprile in tutto il mondo. La rubrica redatta da Ippolita Avalli, sembra elaborare la vita e visione artistica di Graham sotto forma di diario. Dunque vi sono delle trovate carine come il paragrafo di apertura che esalta l'utilizzo dei peidi scalzi fatto da Graham, "devo sentire il terreno. Ogni asperità, la minima scaglia, ogni minuscolo nodo del legno". L'uso della prima persona, inoltre, crea un'intensa empatia in chi legge e le foto scelte sono molto belle: quella grande iniziale mostra Graham mentre danza Errand into the Maze (1947), una delle sue coreografie più significative, le altre due foto più piccole mostrano una Graham anziana assieme a personaggi famosi quali Liza Minnelli e Michail Barysnikov.

Ma poi arrivano gli errori grossolani. Il primo è presente già nel titolo: "Al diavolo le punte. Il ballo è libertà". se è vero che Graham non utilizzò le scarpette da punta per le sue coreografie e anzi fondò una tecnica di danza alquanto differente dal balletto, è pure vero che questa scelta non fu una questione propriamente di libertà, ma di forma. Il titolo sembra creare una dicotomia fra la danza classica e la danza di Graham, laddove l'una è fatta di costrizioni, mentre l'altra di libertà assoluta. Dove per libertà forse si intende assenza di vincoli e di regole. Ciò non è affatto vero in quanto la tecnica Graham verte su regole precise di postura e di articolazione del corpo.

Altro errore riguarda la figura di Erick Hawkins, suo partner e marito per pochi anni. Dal testo emerge che Hawkins fu il musicista di Graham, "le tue mani corrono sulla tastiera, Erick", mentre fu suo partner sul palco. Il musicista che accompagnò Graham per tutta la prima parte della sua carriera (fino agli anni Quaranta circa) fu invece Louis Horst, che anzi contribuì fortemente alla sua formazione. Inoltre se Hawkins fu il grande amore di Graham, secondo Avalli egli fu praticamente il centro della sua intera esistenza, dato che il brano è una specie di monologo interiore a lui dedicato. Ciò detto di una personalità complessa e indipendente come Graham è piuttosto riduttivo.

2 maggio 2012

Messaggio di Sidi Larbi Cherkaoui (Giornata Internazionale della Danza)


Nel 1982 il Comitato Internazionale della Danza – C.I.D. dell’Istituto Internazionale del Teatro (ITI-UNESCO) ha istituito la Giornata Internazionale della Danza da celebrarsi il 29 aprile con eventi in tutto il mondo. Si è scelta questa data in quanto celebra la nascita di Jean-Georges Noverre (1727-1810),  che ha gettato le basi per lo sviluppo del balletto romantico. Ogni anno un coreografo di rilievo viene chiamato a dare un messaggio alla comunità internazionale. Quest’anno il messaggio è stato redatto dal coreografo fiammingo marocchino Sidi Larbi Cherkaoui. Qui (scorrere giù nell'articolo) il suo discorso tradotto in italiano.

È un messaggio importante e interessante per gli spunti che offre. Innanzi tutto egli mette in relazione la danza con il suo passato, nonostante essa sia un’arte radicata nel presente. Poi vi è un’esaltazione un po’ ‘danzocentrica’ di quest’arte, “la danza non ammette confini come le altre arti”. Questo è un gesto apprezzabile se visto secondo la prospettiva di reiterato svantaggio della danza rispetto ad altre arti come l’opera o la musica, specialmente in Italia, ma non è forse del tutto corretto. Forse il riferimento è alla danza contemporanea dove sì spesso i confini fra spazio e corpo vengono alterati, ma in altri stili e tecniche questo attraversamento non è sempre possibile.

Inoltre nel terzo paragrafo egli sottolinea l’onestà dell’atto del danzare. In questo senso sembra riflettere la celebre affermazione di Martha Graham “il movimento non mente mai”, affermazione discutibile in quanto anche col movimento si può mentire. Graham, e in misura minore Sidi Larbi Cherkaoui, accostano, in questo modo, l’arte della danza ad una peridolosa dimensione preverbale che la mette in relazione con la natura più che con la cultura e che rischia quindi di relegarla ad una dimensione essenzialista.

Detto questo, il messaggio è di forte impatto, soprattutto per quanto concerne la capacità del danzare come prezioso strumento di comunicazione e di connessione, che funziona particolarmente bene nel mondo in cui viviamo oggi, un mondo altamente interconnesso sia per quanto riguarda la realtà virtuale che per quella reale, “muovendosi come le altre persone, muovendosi con altre persone e guardandole muoversi, possiamo sentire al meglio le loro emozioni, entrare in contatto con i loro pensieri e connetterci alla loro energia. E‘ forse allora che riusciamo a conoscerle e capirle meglio”.

E nei paragrafi finali, il coreografo si spinge oltre definendo la danza come la “celebrazione di una co-esistenza, a un modo per dare e creare spazio e tempo gli uni per gli altri”, una sorta di potente condivisione che non può che augurare a tutti.

2 maggio 2012

le mie pubblicazioni (selezione)

LIBRI

Letter to the World: Martha Graham danza Emily Dickinson, Roma, Aracne, 2015.

SAGGI

"The Ancestress figure: Puritanism in Martha Graham's choreography", The European Journal of American Culture, Vol 33, issue 2, June 2014, pp. 131-145. 

"The p.s. (la studiosa precaria): Raccontare la precarietà della ricerca attraverso una striscia a fumetti", in Mappe della precarietà, vol II, Bologna, Odoya, pp. 191-210.

"Identità che s/ballano in rete: pratiche di interazione e collaborazione con il sito www.ballet-dance.com!, Atti del Convegno Scritture di donne fra letteratura e giornalismo, Società Italiana delle Letterate, pubblicato online qui.

“La seducción que danza: relación entre coreología y estudios de género en el mito de Carmen”, Atti del Convegno La disciplina coreologica in Europa: Problemi e Prospettive, a cura di Cecilia Nocilli e Alessandro Pontremoli, Roma, Aracne, 2010, pp. 105-120.

“Sulle tracce di Letter to the World: lo studio di una coreografia di Martha Graham fra ricostruzione e precarietà”, Atti del Convegno La danza fuori dalla scena – Cultura, media, educazione, a cura di Ornella Di Tondo, Alessandro Pontremoli, Francesco Stoppa, La Rivista Abruzzese, no. 81 (numero monografico), 2010, pp. 81-94.
““Is a Word Dead When it is Said?: Relationship between Text and Performance in Martha Graham’s Letter to the World”, in Expression in the Performing Arts, a cura di Inma Álvarez, Héctor J. Pérez e Francisca Pérez-Carreño, Cambridge, Cambridge Scholars Publishing, 2010, pp. 151-166.
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"Spadolini: danzatore primitivista o pittore di ballerine?”, pubblicato su www.albertospadolini.it, aprile 2007.
ARTICOLI

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RECENSIONI

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INTERVISTE

“Pina Bausch and Beyond: Interview with Fernando Suels Mendoza”, http://www.ballet-dance.com/201201/MendozaJan2012.html, gennaio 2012.

“Ritmo di parola e gesto: intervista a Valeria Simone”, http://dancescriber.blogspot.com/2012/02/ritmo-di-parola-e-gesto.html, 22 maggio 2011.

“Albero, ecologia dell’anima: intervista a Elisa Latini”, http://dancescriber.blogspot.it/2011/07/albero-ecologia-dellanima.html, 31 maggio 2011.

"An Interview with Susan Sentler: Exploring Martha Graham’s “Primitive Mysteries””, http://www.ballet-dance.com/200612/articles/Sentler200609.html, dicembre 2006.

“Tero Saarinen: Dance that H(a)unts, Dance that Enchants”,
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"Visioni di/da donna tatuata: intervista a Betti Marenko",
http://www.donneinviaggio.it/articoli2.asp?id=96 (al momento non disponibile), ottobre 2004.

due cose su di me


Sono una storica della danza indipendente.

Sono anche una storica culturale (letteratura, cultura, studi di genere), un'insegnante di lingue (inglese, italiano, spagnolo), una traduttrice (principalmente dall'inglese all'italiano), una fumettista autodidatta, una blogger e un'attivista.
Rosella Simonari, foto M.T. De Roberto.
Sono stata docente a contratto del corso di “Danza e mimo” presso l’Università degli Studi di Macerata (2003-2007). Ne 2012 ho terminato un dottorato di ricerca presso la University of Essex, Inghilterra, con una tesi su Letter to the World di Martha Graham supervisionata da Marina Warner (www.marinawarner.com). Passo antecedente a questo è stato il conseguimento di un Master presso la stessa università, con uan tesi su due adattamenti in danza di Carmen.

Dopo aver conseguito la laurea in lingue presso l’Università di Macerata nel 1999 con Marina Camboni (http://docenti.unimc.it/docenti/marina-camboni), mi sono trasferita a Londra dove ho proseguito gli studi post lauream presso il centro di danza contemporanea Laban (ora TrinityLaban), seguendo il Dance Research Programme (2000) e insegnando italiano in scuole come il Croydon College e il CityLit. Nel luglio del 2002 sono tornata in Italia per motivi familiari e ho deciso di restare insegnando inglese e spagnolo come insegnante privata e supplente nelle scuole pubbliche. nonostante questo ho continuato a viaggiare spesso in Inghilterra per continuare a lavorare ai miei progetti di ricerca frequentando appunto il Master e il dottorato come studente part-time.  
Nel settembre 2003 ho seguito un corso avanzato in “Women’s Studies” presso la NOISE Summer School dell'Università di Utrecht, Olanda, capeggiato dalla filosofa Rosi Braidotti (www.rosibraidotti.com). Nel gennaio 2006 ho terminato un Master’s Degree presso la University of Essex, con una tesi sulla figura di Carmen nella danza. Nel 2006 ho iniziato una ricerca sul danzatore-pittore marchigiano Alberto Spadolini, ricerca che è tuttora in corso. 

Nel 2008 e 2009 ho partecipato con tre brevi saggi (si veda qui) al dibattito sulla New Italian Epic inaugurato dal saggio di Wu Ming 1. Nel settembre 2011 ho collaborato all’organizzazione del festival letterario LaTerrazza letteraria (edting della lettura-performance bilingue de The Good Lion di Ernest Hemingway e presentazione dei libri, in presenza degli autori, Ogni cosa al posto giusto di Alessandro Morbidelli e Almanacco dei giorni migliori di Fabio Rizzoli), a cura di Giuseppina Brunori, Librerie Labotto, Jesi (Ancona).

Ho presentato interventi a conferenze in Italia, Svezia, Olanda, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti e Spagna. Ho pubblicato saggi e articoli in inglese, italiano e spagnolo prevalentemente su Martha Graham, Carmen e Alberto Spadolini. Ho organizzato diversi eventi legati alla danza, come conferenze, laboratori, incontri e lezioni spettacolo. Mi avvalgo degli strumenti critici degli studi di genere e degli studi di storia culturale oltre che degli studi in danza. In particolare sono interessata al rapporto fra danza, cultura e letteratura.

Sono attualmente membro della Society for Dance Research (SDR, www.sdr-uk.org). Sono stata membro dell’AIRDanza (Associazione Italiana della Ricerca sulla Danza, www.airdanza.it), della SDHS (Society of Dance Hisotry Scholars) e della SIL (Società Italiana delle Letterate). Collaboro con la rivista Leggere Donna (www.tufani.net) e per undici anni (2001-2012) ho collaborato con il sito in inglese www.ballet-dance.com (2001-2011)
 
Roberto Lori nella lezione spettacolo di Simonari su Spadolini, foto M.T. De Roberto.
Faccio inoltre parte di un collettivo che si adopera per la piena applicazione della legge 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza.

Oltre a questo, gestisco altri quattro blog:
www.adancehistory.blogspot.com
E’ in inglese ed esiste dal 2012. E' una specie di alter ego del presente blog, ma non vi inserirò sempre e solamente le traduzioni che appaiono qui.

E’ in inglese e italiano ed esiste da agosto 2008. Vi sperimento nuovi modi di comunicare la scrittura sulla danza oltre che riflettere sul mio percorso di ricerca. Col tempo vi ho inserito anche altri argomenti non direttamente collegati alla danza ma pur sempre rilevanti per i miei studi.
 
Esiste dal gennaio 2014 e si occupa di un nuovo metodo che sto sviluppando per insegnare la lingua inglese attraverso le grandi storie della letteratura e non solo. 

E’ in inglese e italiano ed esiste dall’estate 2009. E’ nato da una costola di dancescriber.blogspot.com ed è dedicato alla striscia da me creata sulla ‘p.s.’, ossia la studiosa precaria. È il frutto ironico di uno studio che sto conducendo sul concetto di precarietà in relazione all’ambiente accademico e non solo.

Potete trovarmi anche su:
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(Aggiornato il 10 gennaio 2015)